کتاب دختر پنهانم

اثر النا فرانته از انتشارات نشر نون - مترجم: سارا عصاره-بهترین کتاب های ایتالیایی

بر اين باورم كه كتاب‌ها وقتی منتشر شدند ديگر نيازی به نويسنده‌شان ندارند. اگر چيزی برای گفتن داشته باشند، دير يا زود خواننده‌ی خود را پيدا می‌كنند، و گرنه خواننده‌ای نخواهند داشت. اين جمله‌ای است از النا فرانته، نويسنده‌ای رازآلود كه شهرت برای او مهم نيست اما آثارش به زبان‌های مختلف ترجمه می‌شوند و در تيراژهای ميليونی به فروش می‌رسند و در عين ناشناس بودن، مجله‌ی معتبر تايم نام او را در فهرست صد شخصيت تاثيرگذار دنيا در سال ۲۰۱۶ قرار داده است. در رمان كوتاه دختر پنهانم فرانته داستان زنی را روايت می‌كند كه در ميانه‌ی زندگی‌اش برای استراحت به ساحلی دور در ايتاليا رفته و از خلال وقايعی كه در اين ساحل و در ارتباط او با خانواده‌ای ناپلی می‌افتد ماجراهای زندگی‌اش را واكاوی می‌كند، زنی درس‌خوانده اما متفاوت و درگير با وابستگی‌ها و گسستگی‌هايش. داستان او در مواجهه با زن زيبا و جوان ناپلی پايانی غريب دارد؛


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معرفی کتاب دختر پنهانم از نگاه کاربران
جلد کتابای الینا فرانتی همیشه مزخرف و دقیق ن
خودش هم دوست داره یک مفهوم رو بگیره و هزار بار، هزار و یک بار بچرخونتش، تا این که دیگه نتونی درباره ی ماهیت ش تصمیمی بگیری- این یکی روح چهار گانه شو نداشت، نه اون روح و نه اون شور رو. ولی عجیب بود و ساده

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MADRE DI BAMBOLA
Qualche giorno fa ho letto queste parole che mi hanno fatto pensare a Elena Ferrante.
In particolare a questo romanzo, che è il suo libro che preferisco.

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Il film di Mario Martone (1995) dal romanzo d’esordio di Elena Ferrante (1992)

Il lavoro di uno scrittore è quello di dire le cose che si suppone non si debbano dire, di aiutarci a tornare allo stato iniziale, alle emozioni più primitive e assolute che abbiamo vissuto da bambino. Uno scrittore deve scavare in quei sentimenti che vorremmo non avere. Abbiamo sentimenti diversi e uno scrittore deve restituirceli e restituirci a essi, in modo veritiero.

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Anna Bonaiuto protagonista del film “L’amore molesto”.

In quale altro modo un lettore troverà ciò di cui ha bisogno, quando prende in mano un libro? E di cosa si ha bisogno quando si prende in mano un libro?
Si ha bisogno di qualcosa di sincero, di qualcosa che rammenti, che insegni di nuovo, così da tornare a sapere che cosa si prova davvero.
E oltre a ciò, si ha bisogno di aiuto per comprendere che cosa si prova a essere un’altra persona. Per noi sarebbe facile restare belli comodi all’interno del nostro punto di vista individuale. Ci è familiare. È il nostro. È noi. Ma questo significa non doversi assumere la responsabilità degli altri, perché gli altri non sono del tutti reali per noi. Senza questo, la nostra empatia si appiattirebbe, o non esisterebbe. Non è necessario guardare lontano per rendersi conto di ciò che accade in questo mondo, quando la nostra capacità di essere empatici scompare.

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La protagonista de “L’amore molesto” da piccola con la madre, interpretata da Licia Maglietta, al suo primo ruolo importante.

Io voglio aiutare le persone a capire un po meglio le loro madri e i loro padri o i loro vicini di casa o le persone dalla pelle di colore diverso o di religione diversa. Voglio dare al lettore — fosse pure per un istante — una prospettiva più ampia del mondo, così che possa sentirsi più grande e non più piccolo, come così tante persone tendono a fare.

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In un’eventuale trasposizione cinematografica, vedrei bene Nicole Kidman come protagonista e Jane Campion come regista.

E a questo punto vorrei aggiungere che — per me — una delle gioie della scrittura è che quando scrivo non giudico i miei personaggi. Altri li giudicheranno, forse, e sta bene. Ma i miei personaggi sono completamente liberi dal mio giudizio. Lascio che si comportino male quanto vogliono, e che siano ciò che sono. Lascio che si amino, in modo imperfetto, come noi tutti amiamo in modo imperfetto. A me interessa soltanto raccontare tutti i livelli diversi ai quali vivono le persone, perché noi viviamo tutti a livelli diversi. Non mi interessa il bene o il male, materia del melodramma. Ciò che mi sta a cuore sono le innumerevoli grinze che abbiamo dentro, le pieghe della nostra anima. A me interessa far sì che capiamo chi siamo.
Così facendo, la mia speranza è che, per tutto il tempo in cui il lettore si trova nel mondo dei miei libri, magari non si senta così solo.

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Dal cortometraggio “Via Curiel” di Mara Cerri e Magda Guidi.

Quando mia figlia era bambina, amava tantissimo i suoi pupazzi di peluche. Un giorno mi ha accompagnato in camera sua tenendomi per mano con la sua manina umida. Aveva allineato tutti i suoi peluche in fila. Mi ha guardato con orgoglio e mi ha detto: «Questi sono i miei amici ».
Ho ripensato spesso a quelle sue parole. Esprimono ciò che io sento nei confronti di tutti i personaggi inventati che mi hanno osservata nelle varie fasi della mia vita. Sono personaggi che ci perdonano mentre noi perdoniamo loro.
Questi sono i nostri amici. Noi abbiamo bisogno di loro, perché la vita, in qualche caso, comporta grande solitudine.

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Il secondo romanzo di Elena Ferrante (2002) diventa un film con la regia di Roberto Faenza (2005)

Sono parole di un’altra scrittrice.
Una scrittrice che ammira e apprezza molto le opere di Elena Ferrante.
Sono parole di Elizabeth Strout.

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Niamh Cusack (Lenù) e Catherine McCormack (Lila), le protagoniste delladattamento teatrale inglese de LAmica geniale

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This is going to sound strange -- I loved this book, but I didnt enjoy it. The story involves a mother of grown daughters who is dealing with her own ambivalence at what she gave up to assume that role. The author manages to take the flicker of lost independence that every mother feels and magnify it and state it in a brutal and unflinching way. I hated the narrator, but I couldnt look away.

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The Lost Daughter by Elena Ferrante was out bookclub end of season read.

In this Novella The narrator, a forty-seven-year-old divorcée summering alone on the Ionian coast, becomes obsessed with a beautiful young mother who seems ill at ease with her husband’s rowdy, slightly menacing Neapolitan clan. When this woman’s daughter loses her doll, the older woman commits a small crime that she can’t explain even to herself.

I have to admit I totally struggled with the characters and the plot of this novel. I could not identify with Leda or any of her ideas on motherhood. I found the novel bizarre and while the writing in places was strong the plot and the characters were just too bizarre for my liking.

It didnt generate the discussion as a group we had hoped for.


The book has received great reviews online and once again I am in the minority in my dislike of this one.

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After four read books, I can conclude that I experience an unconditional devotion to Ferrantes novels and emphatically place her amongst my favorite authors. I simply admire the frankness and the brutality of her thoughts and celebrate eagerly the womans manifest in each sentence. Ferrantes struggle is to shatter the assumed, especially in conservative societies, image of the woman - the mother, the wife, the housekeeper. This is the similarity I find in each novel - the endeavor to redeem past presumption for the sake of the womanhood. Elena Ferrante possesses one of the most elegant and precise literary styles I have encountered in contemporary literature.


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Troubling Love. The Days of Abandonment. The Lost Daughter. Throw these titles up in the air and whichever lands on whichever book, it would fit. (Not the covers, though: each is uniquely apt.) Ferrantes first-person female narrators could almost be the same woman at different stages of life, except for the three being too close in age and possessing different voices. They are creative women with similar Neapolitan mothers, though with different family ties: single, childless Delia, a cartoonist whose job is barely spoken of, comes from an abusive home; writer Olga, deserted by her husband, has two young children; and here its a slightly older Leda, a divorced English literature professor with two adult daughters.

Maybe Im getting used to Ferrante, or more likely its Ledas dispassionate tone, because I didnt find this one as unsettling as the previous two, though its themes (especially the one at its core) are arguably even more provocative. I admired the novels circularity and its repetition of lost daughters, including a reference to a story called Olivia if Im correct in believing its the Italian folktale that Italo Calvino collected under the title of Olive.

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